SPIRITI E FERMENTI NEI TEATRI DI CALABRIA

Lo scorso marzo eravamo ripartite dalla Calabria un po’ scorate per la cancellazione della replica di Lamezia.

Così quest’anno siamo tornate. E abbiamo triplicato.
Ecco i nostri racconti di teatri, stagioni, spiriti e fermenti.

Prima tappa: Lamezia Terme

Teatro Tip: il nuovo spazio gestito dal veterano Dario Natale e dalla sua Compagnia Scenari Visibili.

Il tema della stagione Ricrii15, è “Nature … in cui far rientrare l’uomo, gli animali, il paesaggio, da salvaguardare in un’unica visione di insieme”.
Orsetta, quindi, con il suo bagaglio di Cottage, petali e profumi è l’ospite perfetta.

L'intellighenzia teatrale calabrese

L'intellighenzia teatrale calabrese

Ci accoglie una riunione di una buona fetta di intellighenzia teatrale indipendente. Si discutono temi vitali e importanti per il futuro artistico della regione, e non solo. Incantate e rapite, ascoltiamo scattando di soppiatto qualche foto qua e là.
A Orsetta, questo concentrato di testosterone calabro piace parecchio.
Se vi capita, andate a visitare la splendida biblioteca fluttuante … no, ondeggiante … no, la Biblioteca Galleggiante dello spettacolo presso il Tip Teatro.
Ma non si creda che a Lamezia non si faccia che pensare, leggere e ragionare.
Si mangia e si beve pure. E in abbondanza.
Spiriti e fermenti sì, ma in tutti i sensi.

Il professor Gianni ci regala una bottiglia numerata -la 110, che anche senza lode ci va benissimo- del suo Primitivo di Manduria (notare il proverbio calabrese sull’etichetta che recita: “Meglio vino malidittu ca acqua santa”)
Valeria e Domenico, fratelli monelli, lavorano ai fianchi Orsetta finché non assaggia la Brasilena, bibita al caffè in acqua minerale di Calabria. Una specialità locale, nota in tutti i bar dei bassifondi calabri, e non solo. Un puro concentrato di zuccheri e caffeina. In pratica la sorella maggiore della Red Bull. Va detto però che, tra la Brasiliena e Pasquale detto Squalo in regia tecnica, lo spettacolo a Lamezia è un’esplosione di energia!

Seconda tappa: Villa San Giovanni

Teatro Primo, gestito da Silvana Luppino e Christian Maria Parisi della Ass. Culturale ‘Teatro Primo Natale Parisi’.

Uno spazio barocco per una stagione coraggiosa, nella quale ritroviamo molti amici. Una stagione voluta con forza e coraggio da chi, in completa indipendenza, ha messo su dal nulla questa nuova, fertile realtà. In una città, ahinoi, nota quasi esclusivamente perché è qui che si aspetta, in coda, di imbarcarsi per la Sicilia.
Ed è da entrambi i lati dello stretto che proviene l’affezionato e affettuoso pubblico del Teatro Primo. Un pubblico che ha imparato a fidarsi delle scelte di Silvana e Christian e dei loro validissimi collaboratori Valentina e Guillermo. Guardate la foto simbolo della Stagione attuale e diteci se non sembrava fatta apposta per noi: una Orsetta della terza età, gloriosa e anticonformista, stravagante e unica.

Anche qui si affrontano temi seri e importanti, sul presente e il futuro, sul teatro e sull’arte, sulla necessità e l’importanza di un sistema solidale e circuitale alternativo all’assistenzialismo statale … e soprattutto si mangia e beve come pochi.Spiriti e fermenti in ogni senso, anche a Villa San Giovanni.
A pranzo il vino rosso stordisce leggermente Orsetta, ma la sostiene nel corso delle due repliche. A tarda sera il vino rosso macchia brutalmente i miei pantaloni buoni nonché nuovi, creando scompiglio e imbarazzo e una nuvola di farina di emergenza.

Ma a quel punto Orsetta non aveva occhi e orecchie che per l’esotico accento del suddetto Guillermo, sudamericano doc, nonché light designer e, per l’occasione, validissimo tecnico su piazza del Cottage.

NdA: sul vino rosso va messa subito l’acqua e comunque sappiate, Christian e Irene, che sono tornati puliti!!!

Terza tappa: Amantea

Teatrocastro, gestito da Virginio Gallo e dalla sua associazione La Buffa Agitatori Culturali.

Un teatro di resistenza e passione, allestito pezzo su pezzo con le proprie mani da Ginio, Loredana e i loro amici. Veri (p)artigiani della cultura e dell’indipendenza, nonostante ostacoli e avversità di ogni genere. Così da moltiplicare l’offerta: il Teatrocastro si trasforma di volta in volta in Cinecastro, in Musicastro, in Terrazzocastro.
Di fronte all’ingresso, la vista del mare, due cassette per il booksharing e, parcheggiata con una discreta arroganza compiaciuta, l’Ape Piaggio della compagnia.
Orsetta non poteva trovare un’affinità maggiore.

Anche in questo caso il pubblico selezionassimo e attento riempie la sala, accogliendo con calore Orsetta e intrattenendosi con lei non solo per le foto di rito, ma anche per un acceso e interessante dibattito post-replica, come da usanza del Teatrocastro.
E poi, tutti a mangiare e bere!
Poteva Amantea essere da meno, in termini di spiriti e fermenti?
Stavolta tutti a casa di Virginio, coccolati non da uno, ma da ben due amici ristoratori, Enzo e Luigi; con noi un nutrito gruppetto di gaudenti, tra i quali Floriano, Loredana, Lara e il suo fidanzato, nonché il personal trainer di Orsetta, per il quale la nostra aveva momentaneamente perso la testa.

Orsetta, diciamoci la verità, la testa l’ha persa anche per tutte le bollicine che le hanno fatto bere!

Con i postumi della suddetta cena, scoperto che “La Buffa” in dialetto significa “il rospo”, eccola immortalata mentre tenta di rianimare il simbolo della compagnia. Non sia mai che si trasformi in un principe?

Tentar non nuoce …

Riepilogando

A noi è parso che in Calabria ci sia un fermento non solo di uve, ma anche di menti ed energie. Il teatro indipendente ha molto da offrire. Gli spazi alternativi e autonomi sono seguiti e sostenuti da un pubblico vitale e in crescita.
Noi speriamo di tornare a breve, magari d’estate.
Grazie a tutti dell’accoglienza e dell’affetto.

Orsetta e le altre

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